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La Macchina del Tuono, associazione culturale

Jazz on theatre

Il jazz incontra la prosa

"Jazz on theatre" nasce da un iniziativa di artisti  provenienti da diversi generi e formazioni ( prosa, musical, canto ). 
L'intento è quello di lavorare su i punti di incontro tra  teatro (prosa  e narrazione) e Jazz creando una drammaturgia, sintesi di teatro e musica, che porti sul palco   storie e tematiche legate al Jazz .

Il primo progetto di "Jazz on Theatre " è una creazione scenica inspirata alla figura di Chet Baker e all'ambiente in cui operò.

"Baker vs Baker" vuole così essere uno spettacolo che attraverso l'interpretazione di testi originali, immagini, canzoni e musica dal vivo  cerca di raccontare le "mille facce" di un artista entrato a far parte dei miti del jazz.

Uno spettacolo sulle orme di Chet Baker, geniale trombettista jazz americano che ha attraversato più di tre decadi di musica, cultura e storia americana ed europea.
Ma più di tutto un mito, un’icona del ‘genio e sregolatezza’, o dissolutezza; una sorta di Janis Joplin o Jimi Hendrix del Jazz, che, invece di bruciare velocemente il proprio successo ha costruito la propria carriera in quasi quarant’anni. 
Dai picchi altissimi in cui veniva eletto come miglior trombettista e cantante jazz, a discapito di mostri sacri come Miles Davis o Dizzy Gillespie, ad abissi di squallore esistenziale e professionale, il tutto illuminato dalla luce dell’abuso di stupefacenti: per tutta una vita.

Queste "mille facce" di Chet emergono dal montaggio di alcuni brani cantati legati in qualche modo a lui e da dialoghi e monologhi che lo raccontano con parole pronunciate da personaggi che più o meno direttamente hanno avuto a che fare con lui. 
Ecco che raccontando Chet Baker si rappresenta non solo la vita di un artista e di un uomo ma un’epoca, un ambiente particolare e un insieme di nodi e contraddizioni legate al difficile e spesso impossibile equilibrio tra vita e arte. L'energia della musica, sintesi assoluta della vita, trova la sua armonia nel tempo di un concerto. Diverso è trovare un'armonia possibile fuori dal palcoscenico e secondo un antico concetto classico, per cui la nostra vita è decisa dal fato, il genio finisce per possedere l'uomo e per annullarlo.
Importante è anche il mondo intorno, fatto di valori e ideali che cambiano velocemente. Chet baker è figlio di un’epoca di grandi energie e creatività in ogni linguaggio artistico. Un’epoca che noi oggi guardiamo "dal basso" in un mondo in cui sembrerebbe che tutto sia già stato detto e fatto. 
Ma l'espressione artistica è come un viaggio. Dai miti, o dai maestri possiamo ricavare un tragitto da seguire ma in ogni caso dobbiamo noi fare la nostra valigia e l'esperienza di percorrere la strada oggi, sarà comunque un impegno e un emozione nuova.
Particolarmente interessante è una delle "facce" di Chet Baker legata alla dimensione poetica che negli ultimi mesi si è manifestata con la produzione di due dischi: uno con il poeta norvegese Jan Erik Vold, registrato a Parigi e un altro con i poeti italiani G. Manzi e M. Guercini, "Chet on poetry" registrato a Roma. In entrambi (eseguiti pochi mesi prima della sua scomparsa) troviamo Baker nell' insolito ruolo di lettore di versi. 
Sull'onda di questo ultimo Chet, è da citare la recente pubblicazione "E nemmeno un rimpianto " di Roberto Cotroneo in cui l'autore ci offre una romanzesca possibilità che addirittura Chet Baker sia ancora vivo e il suo percorso si risolve nella concezione musicale di Gurdjieff.
Tra le fonti indispensabili, oltre alle varie biografie pubblicate in USA Francia e Italia, da citare un piccolo grande libro del batterista giornalista Franco Mondini che con semplicità e in modo diretto ci racconta la sua esperienza accanto a Chet e altri protagonisti del Jazz internazionale degli anni '50 e '60.
Quello che è certo è che di Chet si è detto e scritto molto e ancora si dirà e si scriverà. Per noi è anche interessante, partendo dall'ascolto delle note e della voce di Chet, provare a "tuffarsi" in quelle atmosfere, circondate da storie di uomini e donne che valgono la pena di riportare nell'effimero spazio di un palco dal vivo.
Altro elemento che vorremmo indagare è quello del rapporto del nostro Personaggio con la sua immagine. Chet Baker ha dovuto molto del suo successo alla sua particolare e magnetica fotogenia. Già all'inizio della sua carriera fu definito il James Dean del jazz e molte erano le ragazzine che compravano i suoi dischi più per la foto in copertina che per la sua musica. 
Sicuramente questo rapporto tra personaggio e immagine si è rivelato fondamentale nei decenni successivi fino ad oggi.

Particolarmente preziosa è la collaborazione con La Fondazione Siena jazz che attraverso il suo Centro Nazionale studi sul Jazz - Arrigo Polillo, ci permette di usufruire di un archivio di Riviste specializzate italiane e straniere, di testi e dischi e altro materiale raro, oltre alla consulenza di esperti e storici del Jazz.




Il progetto si divide in tre fasi:

- una fase di ricerca, studio, e analisi
- una fase di scrittura, studio e montaggio di testi, canzoni e video-arte
- una fase di prova e studio interpretativo da cui si genera la  performance .

Tra queste tre fasi ( in questo momento noi ci troviamo con un piede nella prima e uno nella  seconda fase)  nasce la possibilità di aprire il nostro progetto ad incontri con esperti dando vita a workshop, incontri, readings  ( si parla già di un pomeriggio di reading e conferenza intorno al tema presso la New York University di Villa la Pietra a Firenze ).

Ci proponiamo di portare in scena una creazione interpretata da tre o almeno due musicisti,  due attori-cantanti e un attrice-cantante.

Ci siamo dati un anno di preparazione in cui portare avanti ricerche e studiare il materiale che sta nascendo.

Contiamo quindi di dedicare il periodo dell'estate 2011 alla ricerca e studio di materiale, di definire la drammaturgia su cui lavorare nelle prove previste nella primavera 2012 per debuttare nel giugno o luglio 2012. 

Intanto in parallelo stiamo lavorando per trovare le energie produttive. 

Il progetto è adatto a essere interpretato in teatri medio/piccoli, in locali o nell'ambito di rassegne musicali jazz. 

  
ALLEGATI:   jazzontheatrepresentazione.pdf    
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